Brubeck plays Brubeck

Ci sono i grandi jazzisti e poi ci sono i miti, i veri e propri padri del genere. Uno di loro è Dave Brubeck, che con il suo west coast jazz, diventa straordinario divulgatore del jazz e per questo spesso criticato da chi amava pensare ad un genere esclusivamente afroamericano, puro e incontaminato. La Fondazione the Brass Group, da venerdì 3 luglio per una settimana, mette in rete sulla Brass Webtv il concerto, unica tappa in Italia, del figlio Darius realizzato al Real Teatro Santa Cecilia. Dave è stato un precursore di quello che oggi chiameremo contaminazione tra gli stili e sonorità diverse, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio. Formidabile pianista e compositore, è divenuto la storia del piano jazz. Un’esibizione che ha visto protagonisti il figlio del leggendario musicista, Darius Brubeck con il suo quartetto composto oltre che da lui al piano, da Dave O’Higgins sax, Matt Didley bass, Wesley Gibbens drums, con composizioni originali del repertorio del padre fino a giungere al famosissimo “Take Five”

Intervista

Brubeck plays Brubeck

Ci sono i grandi jazzisti e poi ci sono i miti, i veri e propri padri del genere. Uno di loro è Dave Brubeck, che con il suo west coast jazz, diventa straordinario divulgatore del jazz e per questo spesso criticato da chi amava pensare ad un genere esclusivamente afroamericano, puro e incontaminato. La Fondazione the Brass Group, da venerdì 3 luglio per una settimana, mette in rete sulla Brass Webtv il concerto, unica tappa in Italia, del figlio Darius realizzato al Real Teatro Santa Cecilia. Dave è stato un precursore di quello che oggi chiameremo contaminazione tra gli stili e sonorità diverse, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio. Formidabile pianista e compositore, è divenuto la storia del piano jazz. Un’esibizione che ha visto protagonisti il figlio del leggendario musicista, Darius Brubeck con il suo quartetto composto oltre che da lui al piano, da Dave O’Higgins sax, Matt Didley bass, Wesley Gibbens drums, con composizioni originali del repertorio del padre fino a giungere al famosissimo “Take Five”

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